Non c’è un modo veloce!

Citando a braccio Hagakure “una decisione va presa in meno di tre respiri”.
Quello di cui parla Yamamoto Tsunetomo è la ferrea risoluzione di un uomo che non deve avere incertezze perché ne va della sua stessa integrità, sia morale che fisica.

Con la stessa ferrea volontà bisogna partire dal presupposto che non esistono scorciatoie per imparare una cosa bene, esistono solo metodi diversi per raggiungere gli stessi obbiettivi.

Esercizio mentale per assurdo:
Immaginate un samurai fatto di ferro, che presa una decisione la cercherà di portare a compimento per quanto questa sia all’apparenza impossibile, come ad esempio arrivare dal Giappone all’Italia a piedi. Questo dovrà attraversare il mare, montagne, nemici e altre insidie pressapoco infinite ma nulla di tutto questo lo farà vacillare, rallentare deviare dalla sua strada, perché questa è la sua prima decisione.

Da qui ritorniamo al mondo del reale però teniamo conto di aver vissuto in prima persona tutto il lungo incredibile tragitto che ha dovuto percorrere questo fantomatico personaggio, nota bene: Tsunetomo probabilmente con quelle sue parole voleva solo sottolineare l’importanza della schiettezza e della prontezza ad agire del samurai ma anche il suo bisogno di ribadire che se l’idea non è riassumibile in pochi secondi forse andrà meditata in modo più approfondito senza agire bruscamente, infatti lui parla di decisione non di passare all’azione senza un piano.

Detto ciò voglio solo far capire cosa comporta avere un momento lucido in un’azione e cosa comporti agire per rispettare questo momento. Nell’azione schermistica tale cognizione va imparata con calma, parsimonia e grande impegno. Non possiamo pensare di essere decisi e pesti nelle nostre azioni, i nostri attacchi e le nostre capacità difensive se siamo insicuri o timorosi.

Ecco perché dobbiamo coltivare con molto tempo e con molta concentrazione la nostra scherma, imparare ad abbattere le barriere e capire cos’è la sua vera essenza.

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Ancora un link esterno!

Ci sono certi video che devi postare per forza.

Se non l’avete mai visto a questo punto guardatevi tutto il canale credo che sia doveroso visto che il lavoro svolto da Alen è proprio bello!

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Quasi un anno di mutismo!

Ho trascurato questo blog per quasi un anno!
Motivo? Beh non mi fregava di scrivere appunti disordinati che nemmeno io capivo o semplicemente fare da eco a idee e ragionamenti che si possono trovare già in giro (Internet avete presente?!).

Questo è FencerPunk non FencerMetodico, FencerOrdinario o chissà che!

Bene mi rimetto a scrivere per segnalare che qualcosa si è smosso e si sta smuovendo grazie anche a un esperimento che ho iniziato prima per conto mio e poi dentro al Forum di HEMAITALIA !

http://hema.italia.forumfree.it/?t=69981177

Buona folle lettura!

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Quadrato del Meyer (quanto faccio schifo?)

Questo sono io che ho pubblicato sul forum hemaitalia la mia versione del quadrato del meyer, un esercizio che Joachim Meÿer (ca. 1537–1571) ha inserito nella sua opera Gründtliche Beschreibung der Kunst des Fechtens (Descrizione completa dell’Arte della spada) edita nel 1570. Questo esercizio è un rebus, un gioco, un esercizio ed un modo che ha il Meyer per spiegarti la scherma. Per poterlo capire non lo devi solo provare lo devi vivere, prevede delle regole che devi seguire che con il tempo lui stesso ti spiegherà come violare, semplicemente per farti capire alcune nozioni che potresti aver intuito ma non compreso coscientemente. In pratica è una sequenza di 4 colpi fatta in 4 combinazioni diverse in queste combinazioni devi tenere a mente che stai cercando di uscire da un contrasto di lama (legame) avversario e che stai cercando di:
– colpire con lo stesso filo
– restare difeso e coperto con la tua spada per il maggior tempo possibile

Dopo aver provato e imparato a colpire con il filo lungo (filo vero che dir si voglia), si passa al filo corto (filo falso), e poi con il piatto esterno della spada per poi fare con il piatto interno.

Quattro mondi che hanno delle similitudini e delle diversità atte a capire che la spada non va impugnata come un martello ma ad ogni colpo bisogna saper capire in che modo va tenuta la lama e in che modo la mani devono mutare di posizione per poter proseguire il corretto taglio senza bloccare o falsare lo scorrere della lama.

E’ un esercizio impegnativo che non va tanto memorizzato quanto invece va capito. Sono un po’ di anni che lo faccio e devo dire che mi mette ancora in grossa difficoltà, nel video in questione non sono affatto soddisfatto dell’esecuzione perché saltello troppo, sono in ritardo con i piedi rispetto alla lama e vorrei essere più basso. Spero che il prossimo che riprenderò a breve (2-3 settimane) sia di gran lunga migliore.

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Wechselzornhau

wechselzornhau

Nome composto da due guardie descritte dal Meyer la wechsel e lo zorn (il fatto che sia maschile l’ho deciso arbitrariamente io).
Nota discorsiva, dove diamine sta scritto che una guardia sia una posizione statica che dobbiamo tenere stando sul posto come degli stoccafissi, sono molto più convinto che una guardia si una situazione in cui si trova la spada e il corpo in una certa circostanza, prendiamo ad esempio queste due “situazioni” e iniziamo a dimenticarci la parola “guardia” per un paio di mesi solo per cercare altri termini meno scolpiti nel marmo e non restare mentalmente pietrificati in pericoloso muro concettuale (brrrr!).

  • La Wechselhut (wechsel= che cambia, in effetti in quella posizione dobbiamo cambiare qualcosa della spada e della posizione delle mani …) è una posizione della spada dopo aver percorso un oberhau (come lo Zornhau) fino a terra, il filo corto verso l’avversario e il Meyer la illustra molto sul fianco completamente estesa, quasi ad invitare l’avversario a spaccarci il cranio bello scoperto.
  • Poi c’è lo Zornhau (zorn= ira, rabbia o collera) il cosidetto “colpo furioso” uno dei Meisterhau.

Bene entrami i moti possono essere uno il proseguo dell’altro, semplicemente portando un wechselhau possiamo arrivare a caricare uno zornhau e poi proseguire arrivando di nuovo in wechselhut … finché ci va di farlo e ne troviamo il senso.

Ora io sono sicuro che se voglio un colpo ben fatto in realtà devo prima farne un altro che mi permetta di generare la giusta energia!

Insomma l’esercizio che sto cercando di perfezionare in questi mesi è una transizione rapida ed esplosiva che da una wechselhut mi faccia esplodere in uno zornhau dirompente, per farlo bisogna uscire dalla misura caricando lo zornhau ma nel farlo bisogna già pensare di scaricarlo e renderlo una wechselhut.

  • Analogia: come con il tiro con l’arco l’arco viene teso un momento prima che si desidera tirare la freccia, così noi caricheremo lo zorn (torsione e peso sbilanciato indietro) solo un battito di ciglia prima di portare il piede arretrato in avanti, con tutto il peso del corpo, la torsione elastica del torso che non si era neanche ancora bloccata (quindi con una mancanza di rigidità da parte dei muscoli antagonisti) e le braccia che portano in un taglio diagonale la spada attraverso la figura che per tutto il tempo abbiamo tenuto d’occhio.


 

Vorrei sottolineare che non sono per niente ancora soddisfatto del risultato visivo, ma posso anche dire che ci sto ancora lavorando, per quando riguarda il lato pratico beh la mia difesa migliore è sempre la stessa: “E’ scherma, se non ti esponi non ottieni!”, quindi pur essendo un esercizio e non si farà mai più di un colpo di seguito, per ora non mi sento di dover dire altro, oltre che cercare di migliorare non può che migliorarti.

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Ecco un blog piuttosto interessante …

… e un posto dove trovare un elenco di tutti gli spacciatori di feder!!

http://hemareviews.blogspot.it/2013/08/hema-training-longswords-compendium.html

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Il copertone come attrezzo d’allenamento

GANDY

 

Ispirato alla visione di alcuni altri video d’allenamento su youtube e a come molte discipline marziali (boxe, karate, kung-fu ecc.) usino un sacco, un manichino o comunque un bersaglio che possa essere colpito per ore senza protestare o rovinarsi, mi sono deciso di costruire il Gandhi (il maestro della resistenza passiva 😀 ).
Nel progettarlo ho usato delle sezioni di palo quadrate di 4,5 cm e delle barre filettate, la parte più difficile da costruire è stato sicuramente l’innesto della base che per la cronaca non è un semplice buco ma una sospensione su due molle robuste che fanno pressione sulla barra filettata (si lo so la descrizione non è chiara, ma mi aspetto che se qualcuno si vuole cimentare a costruirla prima mi contatti, non mi farò problemi a fornire dei consigli e spiegazioni dettagliate).
Questa impalcatura tiene un copertone che come unico scopo ha farsi colpire da oggetti metallici belli robusti usati per provocare il massimo danno possibile a un corpo umano, anziché detti armi bianche.

Il mio parere è che questo oggetto sia un ottimo strumento per imparare a tirare bene un colpo, ti permette di studiare il gesto e il comportamento del tuo corpo durante l’esecuzione, ti permette di capire se c’è qualcosa che non va nell’esecuzione della tecnica e soprattutto ti permette di lavorare in solitaria senza un partner.
Il Gandhi non si fa problemi a farsi colpire ammortizza qualsiasi colpo grazie alla natura gommosa e cava del pneumatico e alla facoltà della braccio di piegarsi liberamente ritornando subito in posizione.

Ci sono vari modi per allenarsi ovviamente, c’è chi usa il Gandhi come valvola di sfogo (funziona tantissimo, ti stanchi prima tu che lui 😀 ), c’è chi molto pacatamente e con serenità prova i movimenti lentamente senza curarsi minimamente di rischiare di fare male al bersaglio ma cercando semplicemente di perfezionare la traiettoria, l’impugnatura o il movimento del corpo, c’è chi invece cerca di concentrarsi su delle sequenze veloci restando fluidi e puliti ma anche veloci e potenti.
Posso dire che uno schermidore dovrebbe cercare di capire un po’ la Boxe per capire meglio la Scherma ma diciamocelo non tutti seguono le stesse strade per arrivare ai stessi risultati.

Esercizio che preferisco è il seguente:

  • Iniziare da fuori misura, (bisogna arrivare a dover compiere almeno un passo per poter colpire il bersaglio)
  • Iniziare il movimento dell’arma prima di partire con il piede
  • Arrivare a metà percorso dell’arma e iniziare a muoversi con il corpo per avvicinarsi al bersaglio
  • Finire il movimento con un balzo più orizzontale possibile (un passo alla fin fine)
  • Scaricare il colpo sul bersaglio
  • Se si è riusciti a colpire indietreggiare (linearmente oppure lateralmente), e una volta arrivati fuori dalla misura prepararsi a ricominciare l’esercizio
  • Rendere il tutto fluido e privo di una cadenza fissa, possibilmente aumentando la velocità oppure riducendola cercando di inserire delle brevissime pause o dei momenti che permettano di mantenere concentrati “sull’intenzione” successiva.

Questo esercizio fatto bene permette di sviluppare molte cose tra cui la concentrazione, la resistenza, il senso della misura, l’abitudine a variare velocità, il gioco di gambe ecc.

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